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Domenica, 07 Giugno 2015

Festa in Valle per il 30° Pompone

Festa in Valle per il 30° Pompone

La birra è fresca e sudata sul tavolino in mezzo a noi. Sull’etichetta è scritto "Birra speciale del 30° Pompone". È piacevole sorseggiarla in compagnia degli ultimi rimasti in valle. Gustarne con calma il sapore principale, cogliere il retrogusto e poi sentirla rinfrescarci dall’interno. Che bella giornata, che caldo è stato! Una birra è quanto ci vuole. 
Il piazzale è vuoto ormai. Tutte le moto sono partite, c’è la mia Aprilia nera, che si è raffreddata dopo essere stata sotto il sole battente da questa mattina. C’è la Guzzi di Michele, in attesa che l’uomo finisca di mangiare per riportarlo a casa. C’è il Ducati MH Replica di Claudio che con il suo PomPomPom sordo e profondo firma il nome di un club che oggi ha festeggiato 30 anni di esistenza. 
Il lungo lavoro di preparazione per arrivare a questa data è stato costellato di idee, pensieri, eventi, e decisioni. Ogni 5 anni il Pompone festeggia la sua esistenza e cultura. Dopo le edizioni degli ultimi 3 lustri dove la Moto Italiana con i suoi produttori e uomini di riferimento era stata posta al centro della festa, in occasione del 30° il focus è stato per il Club Pompone.
 Maurizio appare sulla porta della cucina, sorride ed esclama "Che festa!". È l’unico commento che tutti riusciamo a dire. Siamo un po’ stanchi, cotti dal sole e dal turbinìo di persone, parole, emozioni e motori che hanno invaso il piazzale del Motoristorante in Valle San Liberale. Battute, ricordi, risate e celebrazioni hanno riempito tutte le tavolate poste dentro e fuori il localee. Pomponi d’Italia e d’Europa hanno creato una giornata "Giusta", una di quelle dove bisognava esserci e che rimarranno tra le memorie di noi tutti. Chi c’era, oggi ha fatto il Club! Tutti hanno giocato la loro parte per continuare questa esperienza particolare che è l’esistenza del Pompone. Un grazie a tutti, sia a chi ha lavorato per l’organizzazione come a chi ha guidato per tanti chilometri per esserci, e passare alcune ore assieme.
 Mi alzo e guardo su verso la Vedetta. Il sole la illumina ancora per un po’, con i verdi prati che sembrano sostenuti dal verde più scuro dei boschi della vallata. Aria più fresca mi entra nei polmoni, mi giro verso Maurizio e aggiungo "Che bello!’". Semplicemente più di così non serve dire.  Avvio il bicilindrico e lascio anch’io il piazzale ormai vuoto.
Andrea Zambon

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